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Mottarone
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top
Il mweaMottarone (mweq1492 m s.l.m.) è una mwegmontagna mwewgranitica, situata in mwfaPiemonte, nel gruppo del mwfqMergozzolo, nelle mwfgAlpi Pennine, suddiviso tra il mwfwVerbano-Cusio-Ossola e la mwgaprovincia di Novara.

Contents

Storia
Flora
Fauna
Note

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Toponimo

Fino agli anni ottanta dell'mwhaottocento, quello che oggi è conosciuto con il nome di Mottarone - e che rappresenta la vetta più alta del gruppo del Mergozzolo - era indicato nelle guide e in diverse mwhqcarte geografiche indistintamente con il nome di: «Monterone», «Motterone», «Mutterone» ed era parte della catena chiamata «Margozzolo» o «Mergozzolo»cite-ref-1-1-0[1].

Nel mwiw1884, con lo scritto "mwjaIl Margozzolo e il Mottarone", fu l'mwjqavvocato piemontese mwjgOrazio Spanna - con il benestare del mwjwConte mwkaGuido Borromeo - a sciogliere ufficialmente i dubbi circa il nome della cima più elevata del gruppo del Mergozzolo. Invero, dopo un'attenta analisi etimologica, secondo mwkqOrazio Spanna la parola Mottarone doveva essere intesa come una mwkgsincope linguistica di "Monte Rotondo". Gli abitanti dei paesi posti sui pendii occidentali del Mottarone, infatti, erano soliti chiamare la vetta con il nome di “mwkwMeut rond” o “mwlaMota rond”. "mwlqMeut" e "Mota", nell'allora mwlgdialetto del mwlwVergante, volevano dire "monte"; mentre "mwmaRond", parola usata dagli antichi tedeschi, significava "rotondo", vista la forma tondeggiante della vetta, interamente ricoperta di erbacite-ref-5-2-0[2]. Tuttavia, di un "Monte Rotondo", presente proprio in quei territori tra il mwnqLago Maggiore e il mwngLago d'Orta, si parlava già in alcune carte del mwnw1770cite-ref-2-3-0[3].

Una volta sciolti i dubbi sul corretto nome del Mottarone il suo nome è andato a sovrapporsi, da un punto di vista sostanziale, a quello del Mergozzolo e, pertanto, anche oggi il nome del massiccio "Mergozzolo" è poco diffuso poiché viene chiamato più comunemente "Mottarone" o "Massiccio del Mottarone". Tuttavia, è opportuno precisare che a livello teorico il Mottarone e il Mergozzolo non possono essere considerati la stessa cosa: “mwpqcome non sono la stessa il comignolo e la casa”cite-ref-5-2-1[2], come ha evidenziato nel mwqg1884 mwqwOrazio Spannacite-ref-5-2-2[2].

Storia

Nel corso degli anni, durante diversi scavi sono state rinvenute presso la vetta del Mottarone vari mwsgreperti archeologici (una lancia, un'ascia e un morso di cavallo) che, successivamente, sono stati attribuiti al periodo longobardo.

La famiglia Borromeo

Una volta ottenuto il mwtqVergante, la famiglia mwtgBorromeo acquistò dai comuni limitrofi vasti territori montuosi, al punto che tutto il versante orientale della montagna divenne di sua proprietà: dalla mwtwlocalità Alpino fino alla strada provinciale che sale da mwuaArmeno. Ancor oggi, per salire in auto al Mottarone dal lato della località Alpino, si deve far uso di strada privata, gravata di pedaggio.

Tra i pascoli del Mottarone, ad un'altitudine di circa 1090 metri di altitudine, il conte mwugCarlo Borromeo fece costruire nel mwuw1680 un oratorio per quegli alpigiani che allevavano mwvabovini e mwvqcaprini a mezzadria per la casa Borromeo. Per la realizzazione di alcuni affreschi (in particolare, S. Eurosia) venne chiamato mwvgGiovanni Bernardo Zucchinetti. La chiesetta divenne ben presto meta di pellegrini provenienti anche dall'estero; con l'avvicinarsi dell'mwvwottocento, infatti, la zona cominciò ad essere frequentata da numerosi turisti italiani e anglosassonicite-ref-1-1-1[1]cite-ref-2-3-1[3].

Il Mottarone agreste

Prima del mwygNovecento, il Mottarone si presentava con un aspetto ben diverso da quello attuale. Nella sua storia, infatti, ha sempre suscitato interesse alle attività legate all'mwywallevamento, alla pastorizia e all'alpeggio. I mwzacontadini hanno da sempre usato tale montagna come località di mwzqpascolo estivo per il bestiame: mwzgpecore, mwzwcapre, mwaabovini, mwaqcavalli; almeno fino a quando nel mwag1850 il governo Sabaudo, preoccupato che gli animali potessero finire nelle mani degli mwawAustriaci, decise di trasferirli vicino a mwbaTorino. Quindi, fino alla prima metà dell'mwbqOttocento il Mottarone è sempre stato apprezzato, da una parte, per la bontà dei pascoli e, dall'altra, per la capacità dei pastori di preparare mwbgBurro e mwbwformaggi locali. La montagna per molto tempo era disseminata di ricoveri - con caratteristico tetto di paglia - per pastori e per il fieno: nel mwca1881, ad esempio, gli mwcqalpeggi censiti erano settantasette e ospitavano circa 2000 mwcgmucche. Con il passare del tempo, tuttavia, non mancarono - anche per mezzo di solleciti della mwcwstampa - i richiami di confronto con diverse località mwdasvizzere che già vantavano invidiabili attrezzature alberghiere. Nel mwdq1857 fu Luigi Boniforti, nella “mwdgCorografia del Lago Maggiore”, a scrivere per primo del Mottarone evidenziando l'assenza di pubblicità e di adeguate strutture ricettivecite-ref-4[4]. La sola costruzione presente sulla cima del Mottarone era una capanna usata per il mwewtelegrafo e come segnale per le operazioni trigonometriche: non erano presenti né trattorie né alberghi. L'unica struttura ricettiva, l'"Albergo Alpino" presso la mwfalocalità Alpino, distava ancora troppo dal culmine del Mottarone.

Emerse sempre più, dunque, la necessità di mettere a maggior profitto le bellezze panoramiche attraverso la costruzione di un albergo confortevole, che potesse ospitare i sempre più numerosi turisti (spesso inglesi) che si avventuravano fino alla vetta per godere del panorama.

La Belle Époque al Mottarone

A lanciare il Mottarone nell'mwgaolimpo delle località turistiche fu un mwgqavvocato mwggvalsesiano: mwgwOrazio Spanna, conosciuto come il "papà" del Mottarone. Come prima cosa si occupò di identificare un nome preciso e definitivo: lo battezzò Mottarone, da "meut rond". Prima di allora, infatti, c'erano una serie di incomprensioni in quanto veniva chiamato indistintamente Monterone, Mergozzolo, Margozzolocite-ref-1-1-2[1].

La passione di Orazio Spanna lo portò a propagandare dappertutto la grazia del massiccio piemontese e a migliorare le condizioni dei pastori, che invitava ad unirsi in un mwiqconsorzio. Fu lo stesso Spanna a promuovere la costruzione di un mwigalbergo sulla vetta del Mottarone. L'idea si concretizzò, finalmente, nel mwiw1880 a mwjaVarallo Sesia quando Spanna ne parlò all'albergo Italia, condotto dalla famiglia Guglielmina, composta da otto fratelli, con ventiquattro figli. Con il supporto del mwjqClub Alpino Italiano, che offrì una sottoscrizione di lire mwjg1 208 e 27 centesimi, i lavori per la costruzione del Grand Hotel Mottarone iniziarono il 28 giugno mwjw1883 e si conclusero il 15 giugno mwka1884, data dell'inaugurazionecite-ref-2-3-2[3]. Tra i principali ospiti del Grand Hotel Mottarone si ricordano: mwlqEmanuele Filiberto, mwlgVittorio Emanuele, mwlwLuigi Amedeo, mwmaTommaso Alberto Vittorio, mwmqIsabella di Baviera, mwmgMargherita di Savoia e mwmwMaria Elisabettacite-ref-vocidipaese-com-5-0[5]. Così allo scadere del mwoaXIX secolo, il Mottarone, per merito dell'eleganza e della funzionalità dell'albergo Guglielmina, venne elencato nelle mwoqguide turistiche e consigliato da queste e dalle agenzie internazionali tra le migliori località di soggiorno per l'immensità e la grandiosità del suo panorama.

Per la vicinanza con mwowMilano, il Mottarone e il suo panorama - anche nella mwpalocalità Alpino, che si estende nel territorio tra mwpqStresa e mwpgGignese - divennero la meta prediletta di alcuni mwpwpittori naturalisti lombardi e milanesi, come mwqaFilippo Carcano, mwqqMosè Bianchi, mwqgAchille Formis, mwqwPompeo Mariani, mwraErnesto Bazzaro, mwrqLeonardo Bazzaro, mwrgUberto Dell'Orto, mwrwEleuterio Pagliano ed mwsaEugenio Gignous, tra gli altri. Tra i musicisti mwsqIldebrando Pizzetti, mwsgArturo Toscanini, mwswGuido Cantelli, mwtaGiovanni Anfossi col suo allievo mwtqArturo Benedetti Michelangelicite-ref-4-6-0[6].

Fino al 1911 arrivare in cima al Mottarone non era così semplice: come testimoniato da mwuwNino Bazzetta De Vemenia, il monte era accessibile da mwvaStresa, soltanto a piedi, utilizzando le vecchie mwvqmulattiere degli alpigiani. Proprio per questo, al fine di facilitarne l'accesso e incrementarne sempre più il turismo, il 7 settembre mwvg1911 venne inaugurata la mwvwferrovia a mwwacremagliera e trazione elettrica che collegava Stresa alla vettacite-ref-0-7-0[7]. In poco più di un'ora, con tappe intermedie allmwxq'mwxgAlpino e alla stazione detta mwxwla Borromeo, il trenino arrivava alla stazione del Mottarone.

Epoca contemporanea

Il 23 maggio 2021 si verifica un mwyggrave incidente sulla mwywfunivia che collega Stresa al Mottarone: intorno alle ore 12 una fune traente cede e, complice la mancata entrata in funzione del freno di emergenza, provoca la successiva discesa incontrollata a folle velocità di una delle 2 cabine della funivia, ormai prossima alla stazione di vetta. In corrispondenza di un pilone la cabina poi precipita al suolo, costando la vita a 14 persone su 15 a bordo. L'unico sopravvissuto, un bambino di 5 anni, rimane gravemente ferito.cite-ref-8[8]

Geografia

Il Mottarone è un massiccio collinare-montuoso situato nel mw1wCusio, in mw2aPiemonte che con i suoi mw2q1492 m s.l.m., divide il mw2gLago Maggiore dal mw2wLago d'Orta; inoltre rappresenta la parte orientale della mw3aVal Corcera. A livello amministrativocite-ref-9[9] appartiene alle province del mw4qVerbano-Cusio-Ossola e di mw4gNovara, anche se la cima vera e propria, per poche centinaia di metri, si trova nel comune di mw4wStresa, afferente alla provincia del Verbano-Cusio-Ossola (sino al mw5a1992 alla provincia di Novara). La mw5qprominenza topografica del Mottarone è di 1130 metri.cite-ref-10[10] Per la sua posizione tra i laghi mw6gd'Orta e mw6wMaggiore e per essere una storica area di incontro è noto come "La montagna dei due laghi"cite-ref-0-7-1[7]. Dalle sue pendici nascono i torrenti mw8aAgogna, mw8qPescone, mw8gSelvaspessa ed mw8wErno.

Geologia

Il Mottarone gode di un certo interesse mw9wgeologico, attestato da numerose cave di graniti bianchi e mw-arosa (la cava La Rossa e la cava Agrano) e numerose miniere di mw-qpiombo, mw-gargento, mw-wnichel, ormai abbandonatecite-ref-11[11]. Il substrato roccioso è eterogeneo ed è composto da due tipologie separate lungo l'ipotetica linea che va da mwaqaBaveno (sul mwaqeLago Maggiore) a mwaqiPettenasco (sul mwaqmLago d'Orta): a sud-est sono presenti gli Scisti dei Laghi formati da mwaqqparagneiss e mwaqumicascisti; invece, nella parte nord-ovest affiora con diverse tipologie di colore (rosso, rosa e bianco) il mwaqyplutone granitico.

Il "Sasso Papale"

In passato, tra le principali attrazioni del Mottarone, presso la mwaqolocalità Alpino, esisteva un enorme masso conosciuto con il nome di "mwaqsSasso Papale" o "Pietra Papale". Il masso è stato fonte di alcune leggende, come quella circa l'ipotetica sosta in loco del primo Papa mwaqwSan Pietro: da qui l'appellativo “Papale”. I viandanti che, provenendo da mwaq0Gignese, erano diretti verso la cima della montagna erano soliti a farsi fotografare di fronte agli oltre millecinquecento metri cubi di mwaq4granito. Il "mwaq8Sasso Papale" rappresentava un magnifico esempio di mwaramasso erratico e, proprio per questo, ha suscitato l'interesse di diversi geologi e studiosi, tra i quali: mwareCarlo Fabrizio Parona, dell'mwariUniversità di Torino, mwarmFederico Sacco e mwarqPhilip Lutley Sclater. Il masso venne tagliato definitivamente a pezzi nel mwaru1961 per essere usato come mwarymateriale da costruzionecite-ref-2-3-3[3]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13].

Accessibilità

La vetta è raggiungibile tramite due strade, costruite verso la metà del secolo scorso: la provinciale 41 - che percorre il versante sud salendo da mwasuArmeno - e "mwasyLa Borromea", una strada a pedaggio (10,00 euro) che sale dalla mwasclocalità Alpino lungo il versante est.

La cima è inoltre raggiungibile tramite la mwaskFunivia Stresa-Alpino-Mottarone, inaugurata nel 1970 e riaperta nell'agosto del 2016cite-ref-14[14], che parte da Piazzale Lido, a Carciano, frazione di mwas4Stresa e in circa venti minuti raggiunge un pianoro nei pressi della cima del Mottarone. Recentemente è stata costruita una mwas8seggiovia che collega la stazione di arrivo della funivia con la vetta vera e propria. Il 23 maggio 2021 l'impianto della funivia è stato teatro di un grave mwataincidente, che ha visto una cabina dell'impianto precipitare al suolo a seguito di un cedimento strutturale della fune traente, provocando 14 morti e un ferito grave.cite-ref-15[15]

Un tempo arrivare in cima al Mottarone non era così semplice: il monte era accessibile da mwatyStresa soltanto a piedi; i turisti che volevano salire sul Mottarone si affidavano a contadini che mettevano a disposizione il loro carro e i loro buoi per portare sulla vetta bauli e valigie. Per questo il 7 settembre mwatc1911 venne inaugurata la mwatgferrovia a mwatkcremagliera e trazione elettrica (la prima in italia) che collegava Stresa alla vettacite-ref-0-7-2[7]. In poco più di un'ora, con tappe intermedie all'mwat4Alpino e alla stazioncina detta mwat8la Borromeo, il trenino arrivava alla stazione del Mottarone. Nel mwaua1963 venne sostituita dall'attuale funivia.

Per gli amanti delle passeggiate è presente una fitta rete di sentieri ben segnalati immersi nella natura, che permettono di salire alla cima da qualsiasi centro abitato.

Ambiente

Flora

Il Mottarone è caratterizzato dalla presenza di pascoli e praterie di tipo alpino, che stanno rarefacendosi a causa dell'avanzata dei boschi, composti prevalentemente da mwauufaggi, mwauybetulle e sorbi. Tra le mwaucconifere è presente in particolare il mwauglarice. Esistono anche alcune abetaie di mwaukabete rosso, impiantate artificialmente agli albori del mwauoXX secolo.

La presenza di numerose specie erbacee anche rare, già segnalate da famosi botanici fin dal 1800 (mwauwEmilio Chiovenda, mwau0Giuseppe De Notaris), portò alla creazione del mwau4Giardino botanico Alpinia. Alcune specie presenti: mwau8drosera, mwavarhynchospora fusca, mwaveosmunda regalis, diphasiastrum, mwaviandrosace.

Recentemente alcune porzioni del territorio, sono state riconosciute SIR (Sito di interesse regionale) e IPAs (Area Importante per le Piante) Nazionalecite-ref-16[16].

Giardino Botanico Alpinia

Il giardino botanico Alpinia è situato nel comune di mwavsStresa presso la località mwavwAlpino, una piccola località che sorge sulle pendici del Mottarone ad un'altitudine di circa 800 metricite-ref-17[17].

Venne istituito nel mwawi1934, durante il mwawmperiodo fascista, con il nome di Duxia, da Igino Ambrosini e Giuseppe Rossi. Tale balcone naturale, che si affaccia sul golfo Borromeo del mwawqLago Maggiore, sin dalla metà del mwawuXIX secolo è diventato meta turistica per molti mwawyaristocratici e mwawcartisti europeicite-ref-18[18].

Il giardino con i suoi mwaw040000 m² rappresenta un luogo di notevole interesse naturalistico per la sua vasta e variegata raccolta di specie botaniche: sono più di 1000 le specie di piante. Alcune specie botaniche sono di origine alpina e subalpina; altre, invece, provengono dal mwaw4Caucaso, dalla mwaw8Cina, dal mwaxaGiappone e dall'mwaxeAmerica.

Fauna

Oltre all'isolamento orografico dalla mwaxqcatena alpina, il Mottarone è rimasto escluso da mwaxucorridoi ecologici a causa dello sviluppo urbano, di infrastrutture viarie ed idrauliche, che ne circondano la basecite-ref-19[19].

Sono presenti: mwaxsvolpi, mwaxwscoiattoli, mwax0lepri ed ungulati immessi a scopo di ripopolamento venatorio acclimatati:mwax4cervi, mwax8caprioli, mwayacinghiali, mwayemufloni.

Tra i rettili è presente la mwaymmwayqVipera aspis e la mwayulucertola vivipara anche a basse quote.

Gli uccelli per loro natura non risentono dell'isolamento, oltre ai più comuni sono presenti: mwaycbiancone, mwaygzigolo giallo, mwaykcodirossone, mwayoprispolone, mwaysfalco pecchiaiolocite-ref-20[20].

Nei torrenti sono presenti mwazetrote e mwazigamberi di fiume a testimonianza della purezza delle acque.

Nelle praterie abbondano mwazqortotteri e mwazulepidottericite-ref-21[21].

Panorama dalla vetta

Nonostante sia tra le cime meno alte delle mwaaeAlpi, domina un panorama spettacolarecite-ref-2-3-4[3]. Dalla sua vetta tondeggiante, facilmente riconoscibile anche da lontano anche per la presenza di diversi impianti di ripetizione di segnali radio-televisivi, si può godere di una vista a 360° dalle mwaayAlpi Marittime al mwaacMonte Rosa, passando per la mwaagPianura Padana ed i sette laghi (mwaakOrta, mwaaoMaggiore, mwaasMergozzo, mwaawVarese, mwaa0Monate, mwaa4Comabbio, mwaa8Biandronno). Facile scorgere, nelle giornate di bel tempo, la vetta triangolare del mwabaMonvisocite-ref-22[22].

«Stresa è zeppa di aristocratici. C'è la Duchessa di Genova e la Regina Margherita, ... Ma il più aristocratico di tutti è il Mottarone per il suo panorama davvero grandioso.»

(Karl Tubercite-ref-mottaroneski-it-23-0[23])

«Il panorama del Righi è severo, quello del Mottarone è pieno di sorrisi. A conti fatti sul Righi mi recherei una volta stanco della vita. Sul Mottarone vorrei passare la luna di miele»

(Federico Ballicite-ref-mottaroneski-it-23-1[23])

«Hosanna in excelsior! Eccoci sul Mottarone! S'io fossi il re del mondo, avrei tanta fede da trasportare questo quadro incantevole nei giardini della mia reggia!»

(Valentino Carrera)

Turismo e sport

Le origini del turismo

La secolare tradizione turistica del Mottarone comincia verso la prima metà dell'mwacsOttocento quando, ancora, si presentava come un luogo perlopiù agreste. Fu in piena mwacwBelle Époque che la località assunse prestigio - in particolar modo nella mwac0classe aristocratica - e venne riconosciuta nelle guide turistiche e nelle agenzie internazionali tra le migliori mete di soggiorno. Questo fu reso possibile, oltre che per l'impegno e la dedizione dell'avvocato mwac4Orazio Spanna, anche per merito dell'eleganza e della funzionalità del mwac8Grand Hotel Mottarone inaugurato dalla famiglia Guglielmina nel mwada1884.

Tra i principali ospiti delle strutture ricettive del Mottarone si annoverano: i membri della famiglia reale mwadiEmanuele Filiberto, mwadmVittorio Emanuele, mwadqLuigi Amedeo, mwaduTommaso Alberto Vittorio, mwadyIsabella di Baviera, mwadcMargherita di Savoia e mwadgMaria Elisabettacite-ref-vocidipaese-com-5-1[5]; i mwad0pittori naturalisti lombardi e milanesi mwad4Filippo Carcano, mwad8Mosè Bianchi, mwaeaAchille Formis, mwaeePompeo Mariani, mwaeiErnesto Bazzaro, mwaemLeonardo Bazzaro, mwaeqUberto Dell'Orto, mwaeuEleuterio Pagliano ed mwaeyEugenio Gignous; i musicisti mwaecIldebrando Pizzetti, mwaegArturo Toscanini, mwaekGuido Cantelli, mwaeoGiovanni Anfossi e mwaesArturo Benedetti Michelangelicite-ref-4-6-1[6].

Il turismo di oggi e le attività sportive

Con il mwafiboom economico e il forte sviluppo tecnologico, anche il turismo del Mottarone ha smesso di essere appannaggio della sola classe aristocratica ed è diventato di massa. Nel giro di pochi anni il Mottarone è diventato meta di un turismo prevalentemente giornaliero. Ora la montagna permette di praticate numerose attività sportive, anche agonistiche di livello nazionale, nonché molte attività ricreative: mwafmsci, mwafqciclismo, mwafurally, mwafyparapendiocite-ref-24[24], mwafspodismo, mwafwaeromodellismo, mwaf0caccia, mwaf4funghi, mwaf8arrampicata su rocciacite-ref-25[25], mwagqbirdwatching, mwagugolf.

Sci

Lo mwagksci sul Mottarone iniziò a diffondersi dal mwago1908, quando il Grand Hotel Mottarone decise di aprire anche nel mwagsperiodo invernale.

Con l'inaugurazione della Ferrovia a cremagliera Stresa Mottarone nel 1911 - prima - e con la fine della mwag0prima guerra mondiale - poi - il Mottarone venne ad affermarsi come una delle maggiori località sciistiche italiane.

Dal 18 al 20 gennaio 1935, in occasione della "Coppa d'Oro del Duce", si svolse la prima gara di slalom gigante mwag8Slalom gigante nella storia dello mwahasci italiano, assegnata per decreto al Mottarone. A parte il periodo della mwaheseconda guerra mondiale, l'affluenza agli impianti sciistici del Mottarone fu sempre molto alta. Tuttavia, a causa delle scarse nevicate e della concorrenza delle stazioni sciistiche dell'mwahiOssola, in particolare mwahmMacugnaga, negli mwahqanni ottanta si iniziarono a registrare i primi contraccolpi. A differenza di un tempo, oggi la località sciistica non riveste più un ruolo di primo ordine nel panorama sciistico nazionale: nel tempo, infatti, si sono succeduti diversi cambi di gestione degli impianti, accompagnati da diverse mwahuquerelle legali con la famiglia mwahyBorromeocite-ref-26[26]. Le incertezze sono state amplificate, oltre che per la forte concorrenza di stazioni sciistiche più all'avanguardia, anche a seguito della chiusura a tempo indeterminato della mwahsFunivia Stresa-Alpino-Mottaronecite-ref-27[27]. Attualmente gli impianti, riaperti dal 14 dicembre 2013, in seguito ad alcuni provvedimenti adottati dal Comune di mwaiaStresa, si trovano nella possibilità di essere regolarmente aperti durante la stagione sciistica.

Ciclismo

Sulla cima del Mottarone è stato costruito, ormai da qualche anno, un monumento dedicato al ciclista. Si trova all'innesto tra la strada proveniente da Baveno e quella che arriva da Armeno. Detto monumento è stato realizzato in memoria di due ciclisti famosi locali: Piemontesi e Fornara che diedero filo da torcere anche ai più grandi assi del loro tempo ed è stato realizzato dallo studio di Architettura di Novara: dr. Arch. Agresta Ugo.

È costituito da due blocchi di granito uno sovrastante l'altro, con inserimento di un colonnato in tubi mwaigInnocenti tra i due, racchiudente tre formelle in bronzo dedicate ai due assi sportivi. Tutta l'area su cui insiste l'opera è circondata da un muro in pietra locale, sulla cui apertura sud si trova una struttura curva in ferro e legno, ponte di reale ed ideale collegamento empatico tra il visitatore ed il mondo esterno, attraverso il quale l'occhio del visitatore si trova in comunione visiva con le formelle e quindi con la metafora della vita sportiva e degli stessi ideali che vengono da essa proposti.

Nel mwaio1966 la scalata del Mottarone fu inserita negli ultimi chilometri della lunghissima tappa mwaisParma-mwaiwArona. La salita era ancora sterrata nel tratto finale. A trionfare sul traguardo di mwai0Arona fu mwai4Franco Bitossi, con mwai8Vittorio Adorni, che mantenne sulle spalle la maglia rosa, che perse poi il giorno seguente. Il Giro si concluse, poi, con la vittoria di mwajaGianni Motta.

Nel mwaji1997 la salita del Mottarone venne inserita nella parte finale della tappa mwajmVerrès-mwajqBorgomanero. La tappa, disputatasi sotto una pioggia battente (in quota addirittura nevischio), vide la vittoria di mwajuAlessandro Baronti, mentre la maglia rosa restò sulle spalle di mwajyIvan Gotti, che vinse l'edizione della corsa rosa.

Anche nel mwajg2001 il Mottarone venne inserito nella parte finale della tappa mwajkBusto Arsizio-mwajoArona, che si corse sotto un'incessante pioggia. La maglia rosa mwajsGilberto Simoni fece il vuoto sulla salita del Mottarone e trionfò in solitaria ad mwajwArona, ipotecando la vittoria finale della corsa.

Nel mwaj42011 i ciclisti scalano nuovamente il Mottarone, la salita è, infatti, inserita nella tappa mwaj8Bergamo-mwakaMacugnaga. Per la prima volta i corridori salgono dal versante dell'mwakeAlpino di mwakiStresa e scendono dal versante di Armeno, mentre nei precedenti passaggi era sempre stato quest'ultimo versante ad essere affrontato in salita.

Il gran premio della montagna del Mottarone viene inserito nella prima parte della tappa. I primi a transitarvi sono mwakqJérôme Pineau, mwakuMatteo Rabottini e mwakyLars Bak seguiti dalla mwakcmaglia verde mwakgStefano Garzelli. La tappa si conclude poi a Macugnaga, con la vittoria di mwakkPaolo Tiralongo davanti alla mwakomaglia rosa mwaksAlberto Contador.

La salita del Mottarone fu più volte inserita pure nel percorso del mwak0Giro del Piemonte (oggi rinominato mwak4Gran Piemonte), in particolare negli anni settanta, quando la corsa si concluse più volte ad mwak8Oleggio Castello. Tra i vincitori di quelle edizioni si ricordano mwalaEddy Merckx e mwaleFelice Gimondi.

Tra il mwalm2002 e il mwalq2006 la salita del versante cusiano del Mottarone è stata teatro pure del mwaluG.P. SBS-Miasino-Mottarone, cronoscalata individuale con protagonisti come mwalyGilberto Simoni (due volte vincitore), mwalcPaolo Savoldelli, mwalgIvan Basso (vincitori di un'edizione) e mwalkDamiano Cunego (giunto due volte al secondo posto).

Nel mwals2021 la salita del Mottarone è stata inserita nella diciannovesima tappa del mwalwGiro d'Italia, ma a causa della mwal0tragedia della funivia avvenuta pochi giorni prima del passaggio della tappa stessa, il percorso è stato modificato in rispetto per le vittime e i loro familiari e per il rischio che il passaggio avesse potuto portare l’occhio indiscreto di tanti curiosi sul luogo dell'incidente.

Tappe del Giro d'Italia transitate sul Mottarone

| Anno | Tappa | Partenza | Arrivo | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1966 | 14ª | Parma | Arona | Franco Bitossi | Vittorio Adorni |
| 1997 | 15ª | Verrès | Borgomanero | Alessandro Baronti | Ivan Gotti |
| 2001 | 20ª | Busto Arsizio | Arona | Gilberto Simoni | Gilberto Simoni |
| 2011 | 19ª | Bergamo | Macugnaga | Paolo Tiralongo | Alberto Contador Michele Scarponi |

Arrampicata

Sul Mottarone sono presenti diverse vie, falesie e boulder per praticare mwaq0arrampicata su roccia. Tra i settori delle falesie ci sono: la Rossa, il Regolare, il Monolito, Sass di Buticc, Sass da l’Om, Cima Cusio e il settore C.A.I. Baveno. La roccia del mottarone è mwaq4granito rosa tipico della zona di mwaq8Baveno, che presenta pochi appigli e spesso spinge ad arrampicare in aderenza alla roccia.cite-ref-28[28]

Alpyland

Si tratta di un mwaryalpine coaster: un'attrazione simile alle mwarcmontagne russe con la particolarità che ogni utente può decidere la velocità alla quale affrontare il tracciato che si sviluppa tutto in discesa. I mwargbob-mwarkslittini a due posti sono ancorati ad una monorotaia e sono dotati di un mwarosistema frenante che il passeggero può azionare per accelerare o decelerare. La pista è lunga 1.200 m e si sviluppa su un dislivello di 100 mcite-ref-29[29].

L'attrazione è aperta al pubblico quasi tutto l'anno ad eccezione del mese di mwasanovembre, e dei giorni feriali di mwasedicembre - mwasimarzo, ed è adatta anche ai bambini più piccoli che possono scendere in braccio al genitore se minori (minimo 4 anni)cite-ref-30[30].

Prodotti tipici

Prodotti caseari

Nella zona del Mottarone si producono diversi prodotti caseari generati da mwasolatte proveniente da allevamenti ubicati sulle pendici del monte. Sugli alpeggi del Mottarone viene prodotto il nostrano (formaggio interamente prodotto con latte delle mwassbrune alpine e delle mwaswpezzate rosse degli allevamenti locali), la ricotta e il burrocite-ref-3-31-0[31].

Toma del Mottarone

Il prodotto caseario più famoso è certamente la mwatqToma del Mottarone che, attraverso le antiche tecniche tradizionali, viene fatta stagionare in alcuni alpeggi sottostanti la vetta, come lmwatu'mwatyAlpe della Volpe. Vi sono poi una serie di caseifici ad Armeno, mwatcAmeno, nel mwatgVergante e nella bassa mwatkVal d'Ossola che producono la mwatoToma del Mottarone in maggiori quantità, destinandola agli esercizi commerciali di mwatsPiemonte e mwatwLombardiacite-ref-3-31-1[31].

Amaro Mottarone

Inventato da Fermo Morniroli nel mwauq1948, l'Amaro del Mottarone è un infuso di colore ambrato che si ottiene dalla macerazione a freddo di circa trenta qualità di erbe, radici, fiori e spezie. L'amaro, che ha una gradazione alcolica del 28%, viene tutt'oggi prodotto in una distilleria di mwauuGravellona Toce ma la sua diffusione è piuttosto limitata: è prevalentemente acquistabile nelle botteghe di mwauyArmeno ed è spesso impiegato nella pasticceria locale, per esempio nei cioccolatinicite-ref-32[32]cite-ref-33[33].

Nelle quote più basse, sono presenti estese coltivazioni di piante ornamentali acidofile: mwavaazalee, mwavecamelie, mwavirododendri.

Note

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su mottarone.it.
• citerefenciclopedia-italianaClaudia Merlo, MOTTARONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefsapere-itMottaróne, su sapere.it, De Agostini.
• citerefpeakbagger-com(EN) Mottarone, su Peakbagger.com.
• mwbcoSciare al Mottarone, su neveitalia.it.
• mwbcwFunivia Stresa-Alpino-Mottarone, su stresa-mottarone.it.